Fotografia realista del dopoguerra
Il Fondo fotografico relativo alla produzione di Gianni Placido
Borghesan (Spilimbergo, 1924-2004), acquisito dal CRAF nel 2021
presso il nipote, conserva il copioso materiale del lavoro,
professionale e d’autore, svolto dal fotografo tra il secondo
dopoguerra e la fine del Novecento nello Studio di Piazza San
Rocco, già Studio Zamperiolo, ereditato dal padre a Spilimbergo.
La raccolta comprende l’Archivio della fotografia di ricerca svolta
da Borghesan, messo assieme a partire dalle immagini scattate
dall’autore almeno dai primi anni Cinquanta, quando, con il fratello
Giuliano, Aldo Beltrame e Italo Zannier, aderendo alla nuova
temperie culturale dell’epoca, già veicolata dalla letteratura e dal
cinema, contribuirà a orientare in senso realista la fotografia
italiana dopo il Ventennio. Il Manifesto del Gruppo friulano per una
nuova fotografia, firmato il primo dicembre 1955 da Aldo Beltrame,
Carlo Bevilacqua, Gianni e Jano (Giuliano) Borghesan, Toni Del
Tin, Fulvio Roiter e Italo Zannier, riassumeva il lavoro già avviato da
qualche anno quando dichiarava: «Affiancandosi al risveglio
dell’arte e della cultura in Friuli, il Gruppo friulano per una nuova
fotografia, ispirandosi alle naturali esigenze della storia degli
uomini, vuole agire attraverso una fotografia che sia
documentazione poetica dell’umanità che gli vive attorno». Le
prime fotografie usciranno sulle maggiori testate specialistiche
dell’epoca, come Ferrania e Fotografia, mentre la ricerca
fotografica dell’autore proseguirà nella documentazione del Friuli
urbano e rurale, e della società che lo popola, negli anni che
traghetteranno l’Italia dalle macerie del dopoguerra alle soglie
della globalizzazione.