Terraferma

Il progetto fotografico di Francesco Zanet Terraferma è un’opera di lunga durata, un viaggio visivo e introspettivo che si estende da 17 anni e attraversa quattro continenti.
Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia
Nato dal desiderio di esplorare la relazione tra l’uomo e il suo ambiente, questo progetto si è trasformato nel corso degli anni in un’indagine artistica e intimista sui luoghi e sugli spazi minimali che sembrano risuonare con una calma universale. Il concetto di Terraferma si intreccia profondamente con l’idea di minimalismo nel contesto di un progetto fotografico che mira a catturare l’essenza dei luoghi attraverso immagini sobrie e contemplative. Terraferma non è solo un riferimento fisico alla superficie terrestre; è una rappresentazione simbolica di stabilità, identità e connessione con l’ambiente.

Questo progetto fotografico, che si sviluppa in paesaggi ridotti all’essenziale e con presenza umana discreta, tende ad esplorare e trasmettere queste tematiche in un linguaggio visivo contemporaneo. La terraferma evoca un senso di stabilità, un ancoraggio in un mondo in costante cambiamento. In un’epoca caratterizzata da movimenti rapidi e da un’urbanizzazione dilagante, i paesaggi di Terraferma diventano rifugi visivi, dove cercare spazi, contesti e situazioni che parlano di quiete e di permanenza. In un’epoca in cui la società è in costante movimento e la connessione con gli ambienti è spesso superficiale, Terraferma ricorda l’importanza degli spazi vuoti e della contemplazione. Le immagini richiamano la bellezza di ciò che è non-detto, di ciò che è lasciato all’immaginazione. Gli spazi minimali diventano luoghi di proiezione, offrendo allo spettatore la possibilità di riempirli con i propri ricordi e sensazioni, rendendo l’opera un’esperienza interattiva, un dialogo silenzioso tra autore e osservatore.

Con il passare degli anni, Terraferma si è quindi configurato come un archivio visivo in continua evoluzione, dove ogni immagine non rappresenta soltanto un luogo specifico, ma diventa parte di una mappa più ampia. Una ricerca che, pur attraversando geografie diverse, mantiene sempre lo stesso punto di origine: il rapporto profondo tra lo sguardo dell’autore e il paesaggio che lo ha visto crescere. Un approdo immaginario.

BIOGRAFIA

Francesco Zanet friulano, nato Spilimbergo, classe 1984. Documentarista, fotografo, regista. Appassionato di culture straniere, esplorazione e viaggi motoristici estremi. Grazie al suo lavoro ha viaggiato e documentato per anni tra Africa, Asia, America e buona parte d’Europa. Laureato in Scienze del Patrimonio Audiovisivo e Tecnologie Multimediali, specializzato in fotografia e cinema. Fotografa e sperimenta sin da giovane con spontaneità e sensibilità tramandategli dalla madre. A inizi 2000 dopo gli studi tecnici cambia radicalmente e negli studi artistici trova nuovo terreno fertile. Sviluppa concretamente una fotografia consapevole in ambiti universitari, attorno agli anni 2004/2006. Grazie agli studi formalizza e da struttura ad una passione che diverrà parte della ricerca autoriale e della componente professionale indipendente.

Giornalista pubblicista, per 8 anni lavora e sperimenta tra palchi e backstage dei più importanti eventi musicali italiani, sviluppando velocità tecnica e colpo d’occhio. Collabora con riviste di settore e sperimenta le prime avanguardistiche condivisioni in rete come vetrina globale. Diventa fotografo accreditato di diversi festival, club ed etichette musicali italiane. Viene scelto come fotografo ufficiale di alcuni eventi locali e dell’allora noto Heineken Jammin Festival.

La sua ricerca fotografica si sposta successivamente sulla relazione tra uomo e ambiente con una forte componente personale estetica compositiva, equilibrio e colorimetria. L’essenzialità visiva diventa parte integrante della sua attidudine artistica e anche lavorativa. La connessione con le sue radici territoriali forma la sua concretezza compositiva. Tra gli anni 2010 e 2015 lavora in Italia tra Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, collaborando con case di produzione cinematografiche e con il Centro Sperimentale di Cinema. In questo periodo, oltre alla fotografia, sviluppa tecnica e creatività in ambito video, affiancandosi ad alcune troupe tra Asia e Africa. Inizia inoltre la collaborazione con Nikon Italia per workshop tematici di street photography e reportage di viaggio. Sviluppa una tendenza sempre più minimalista che lo porta a sperimentare e condividere l’utilizzo, in fotografia, di attrezzature versatili come gli smartphone e le fotocamere compatte.

Dagli anni 2016 in poi, ha lavorato a progetti di documentazione fotografici per fondazioni, enti turistici, associazioni e organizzazioni locali e internazionali, tra cui Fondazione Eni, Adria Mobil, Malossi Italia, StylMartin, Aku footwear, PM2 Agency, Emporio ADV, Oj&i production, Fondazione Cariplo, A.r.p.a., Masai Italia, Disquared2, Mondadori, Heineken Italia, Gruppo Danieli, Paseo 206, Nikon Italia, Scuola internazionale di l’Havana. Per 10 anni Cuba diventa una seconda casa, alcuni lavori pubblicitari lo portano costantemente sull’isola. Coglie l’occasione per ricercare nuove fonti visive lontano dagli stereotipi, raccontare un territorio in forte cambiamento sociale. Ha pubblicato lavori editoriali su diverse testate tra cui Los Angeles Time, Vogue, Forbes, Vanity Fair, The Times, XL Magazine e Rolling Stone.
Finalista e Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui FIOF award, Lens Culture Award a Cortona On the Move, Photographic Museum of Humanity, International Photography Award.
SEDE ESPOSITIVA:
Chiesa di San Lorenzo, San Vito al Tagliamento
aperta sabato e domenica
10.30-12.30 / 15.30-19.00
Ingresso gratuito

Altre mostre in corso/programma

Via per le strade

  • Gorizia
  • 24/04/2026 - 27/09/2026

Altre mostre in corso/programma

Aldo Martinuzzi : chê matine. 7 maggio 1976

  • Spilimbergo
  • 28/03/2026 - 07/06/2026