Aldo Beltrame. Sperimentazioni anni '80-'90
In Officina mio incubo (o Officina
la mia prigione) l’autore realizza close-up all’interno di un’officina
dismessa, un luogo di lavoro vissuto come spazio claustrofobico.
Nella serie Tracce, Beltrame rivolge invece il
suo sguardo alle pagine di riviste e quotidiani, componendo curiosi – spesso
ironici, a volte inquietanti – collage di immagini.
n Supponenze. Segni di illuminazioni ci
troviamo di fronte a visioni disturbate e difficilmente identificabili,
provenienti da un televisore a tubo catodico. Come scrive l’autore in una nota
al progetto: “[…] desideravo manifestare visivamente l'inesprimibile che a
volte mi angustia, quel sogno che non si ricorda mai bene, quella parola che
manca al senso perfetto della frase... (la tecnica? ohibò! come si vedrà dai
negativi, ho semplicemente manomesso un canale televisivo)”.