Nasce a Milano nel 1935. Inizia ad occuparsi di fotografia in modo sistematico nel 1963 indirizzandosi da subito verso il reportage sociale e il racconto per immagini. Diventa socio del Circolo Fotografico Milanese e decide di diventare fotografo professionista. Inizialmente alterna al lavoro di fotografo quello di insegnante di ottica all'interno dei corsi organizzati dalla Società Umanitaria di Milano allora diretta da Antonio Ascari. Negli stessi anni (siamo nei primi anni Sessanta) incontra il pittore Ernesto Treccani, fondatore del Movimento artistico Corrente e con lui inizia un viaggio in Calabria, nello specifico a Melissa, luogo tristemente famoso per un eccidio di braccianti avvenuto nel 1949, ed ora occasione di un potente reportage fotografico sul tema delle migrazioni interne Sud-Nord. La tematica migratoria diventa in quegli anni ricorrente nei lavori del fotografo milanese che indaga senza retorica le periferie milanesi e torinesi. Sempre all'inizio dei Sessanta, Toni Nicolini incontra Luigi Crocenzi, intellettuale poliedrico e tra l'altro, teorico del fotoracconto; a lui presenta il suo primo lavoro che abbina parole e immagini “Storia di un vento e di una bambina” ed è ancora con il fotografo di Fermo che partecipa al progetto Telescuola che ha come punto di partenza la poesia di Giuseppe Ungaretti “Mio fiume anche tu”: partecipa inoltre in prima persona al lungo sodalizio intellettuale e professionale con il gruppo milanese di fotografi che partecipa alle iniziative della galleria Il Diaframma di Lanfranco Colombo Nel 1966 realizza “Ballo di Carnevale a Mortara” ed anche la sequenza “Ballo al Centro Fly” in cui viene rappresentata l'emergente borghesia milanese, ritratta all'interno di un nuovo spazio commerciale dedicato al design. Nel 1968 è nuovamente a Sud a riprendere le vittime del terremoto che colpisce la Valle del Belice; è presente sui luoghi delle manifestazioni di studenti ed operai nell'autunno caldo, racconta le trasformazioni urbanistiche di Milano, dai navigli agli edifici del Centro Direzionale, dalla Borsa alle prime sfilate di moda. Nel ventennio 1970-1990 collabora a numerosissime iniziative editoriali del Touring Club Italiano partecipando a campagne di mappatura del patrimonio architettonico e artistico italiano con fotografie poi pubblicate in collane come “Italia meravigliosa”, “Attraverso l'Italia” e “Attraverso l'Europa”. Negli anni 1993-1994 partecipa all'esperienza “Archivio dello Spazio” nell’ambito del progetto Beni Architettonici e Ambientali della Provincia di Milano. Il nuovo Millennio lo vede impegnato a documentare le grandi dismissioni industriali del territorio milanese avvenute tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila; questi reportage compaiono poi su riviste come “Abitare” e “Domus”; nel 2003 è tra i fotografi di “Azibul”, associazione culturale sempre di Milano. Muore a Milano nell'ottobre del 2012. Dal 2014 il suo archivio è conservato presso il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo. L’archivio si compone di oltre 16000 stampe fotografiche, circa 80000 diacolor, quasi 100000 negativi di vario formato, libri ed epistolari raccolti nel corso degli anni.