Nasce a Padova da una famiglia della piccola borghesia, nel 1923, a sedici anni, inizia ad utilizzare la macchina fotografica e i primi scatti risentono certamente di un gusto ancora legato alla corrente pittorialista. Negli anni che vanno dal 1934 al 1938 vive tra Trieste e Capodistria dove esegue alcuni dei suoi lavori più interessanti, di richiamo costruttivista con decise declinazioni realiste; un'attenta costruzione dell'immagine mai però slegata al dato di fatto reale. Al termine della seconda guerra mondiale si trasferisce a San Vito al Tagliamento dove vive il resto della sua vita assai modestamente, utilizzando la fotografia come mezzo di sostentamento. Gli anni sanvitesi lo vedono impegnato a ritrarre pienamente i diversi aspetti della società rurale del tempo: dai riti agrari alle feste comandate, dai ritratti di gruppo degli scolari o delle ragazze, ai lavoratori nei campi, sempre però con una sensibilità particolare, una partecipazione emotiva alla realtà osservata e riprodotta attraverso le sue fotografie. Il CRAF, nel 2021, ha formalizzato l’accordo che certifica la donazione dell’archivio Michieli composto da circa stampe e da 8985 negativi di vario formato. Una ricca selezione dell’intero corpus fotografico ha prodotto 670 schede di catalogazione visibili sul sito del CRAF.