Paolo Gasparini
La grande mostra di ๐๐๐จ๐ฅ๐จ
๐๐๐ฌ๐ฉ๐๐ซ๐ข๐ง๐ข ๐ฝ๐๐ ๐๐๐ ๐๐
๐๐๐๐๐
๐, promossa e sostenuta dallโ ๐๐๐๐๐ e dalla ๐๐๐ ๐ข๐จ๐ง๐ ๐
๐๐ , in collaborazione con il ๐๐๐๐
, aprirร al pubblico venerdรฌ ๐๐
๐๐ฉ๐ซ๐ข๐ฅ๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ a ๐๐๐ฌ๐
๐๐จ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข a ๐๐จ๐ซ๐ข๐ณ๐ข๐.
L'esposizione, che affronta i grandi temi delle
radici, culturali e identitarie, del viaggio e della responsabilitร
sociale degli adulti rispetto al futuro dei bambini, rappresenta un
omaggio allโautore isontino emigrato in Venezuela nel 1954. Paolo
Gasparini dimostra la sua capacitร di interrogare il presente con
lโevidenza del riscontro visuale, denunciando con forza lโendemico
virus dellโiniquitร sociale, della colonizzazione culturale del
Sud del mondo, attraverso la piรน potente e pervasiva delle ideologie
novecentesche: quella consumista. Tra le opere, ritorna la celebre
๐ท๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐
๐
, presentata nel padiglione del Venezuela alla Biennale di Venezia
nel 1995, una dolorosa riflessione sulle utopie rivoluzionarie
tradite che hanno segnato la cultura del Novecento. In anteprima
mondiale, sarร esposta infine una nuova installazione composta
da un trittico sviluppato attraverso lโormai familiare modulo
espressivo del fotomurale. Completano la mostra una ricca sezione
iconografica curata da Studio Faganel e un interessante
๐๐๐ญ๐๐ฅ๐จ๐ ๐จ ๐ ๐๐ฎ๐ซ๐ ๐๐ข
๐๐ญ๐๐ฅ๐จ ๐๐๐ง๐ง๐ข๐๐ซ ๐ ๐๐ฅ๐ฏ๐ข๐ฌ๐
๐๐๐ฆ๐ฉ๐ข๐ง๐ข (con testi di Eliseo Sierra e Biografia
di Cristina Feresin).
NOTE BIOGRAFICHE
DELL'AUTORE
Paolo Gasparini (Gorizia, 1934) รจ tra le
figure centrali della fotografia latinoamericana contemporanea.
Formatosi nel clima del neorealismo italiano, nel 1954 si trasferisce
a Caracas, dove affianca alla fotografia dโarchitettura una ricerca
attenta alle trasformazioni sociali e urbane. Con Bobare (1959),
considerato il primo reportage di denuncia sociale in Venezuela,
inaugura un percorso che intreccia analisi critica e costruzione
narrativa. Tra il 1961 e il 1965 vive a Cuba, nel contesto della
Rivoluzione, collaborando con scrittori e artisti e sviluppando un
linguaggio dinamico che unisce fotografia, cinema e scrittura. Dagli
anni Settanta il fotolibro diventa il centro della sua pratica: opere
come Para verte mejor, Amรฉrica Latina (1972) riflettono sulle
disuguaglianze del continente attraverso un serrato montaggio visivo.
Fondatore nel 1976 della galleria La Fototeca a Caracas e promotore
del dibattito sulla fotografia latinoamericana, Gasparini concepisce
lโimmagine come strumento critico. Progetti successivi come
Retromundo (1986) e Megalรณpolis (2000) indagano le tensioni tra Nord
e Sud del mondo e le contraddizioni delle grandi metropoli. Nel 1993
riceve il Premio Nacional de Fotografรญa in Venezuela e nel 2000 il
Premio Internazionale di Fotografia del CRAF di Spilimbergo. Nel 1995
rappresenta il Venezuela alla Biennale di Venezia. Negli ultimi anni
ha approfondito la forma del fotolibro come opera autonoma con
Karakarakas (2014), Andata e ritorno (2019), Fotovallero mexicano
(2021), Da Gorizia alle Ande (2021), consolidando una riflessione
critica sulle cittร , la memoria storica e le disuguaglianze sociali.
Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni
internazionali.