Destinato ad esserci
In occasione del Festival Archivissima, il CRAF promuove il prossimo 𝟓 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖.𝟑𝟎 un incontro pubblico per far conoscere l’esuberante ma più spesso invisibile ricchezza del suo patrimonio. L’evento, che si terrà a Palazzo Tadea a Spilimbergo, sarà l’occasione per raccontare la scoperta fortuita del 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐓𝐚𝐦 𝐆𝐫𝐢 𝐋𝐞𝐬𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐭𝐚 e le attività dell’archivio per la digitalizzazione, conservazione e catalogazione di oltre 𝟒𝟎𝟎 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 realizzati tra il 1913 e il 1935. Sarà inoltre possibile partecipare alla 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐚 all'archivio ma solo su prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili. Per info scrivere a segreteria@craf-fg.it
Parafrasando
il titolo della rassegna "Quello che non c'è", il CRAF apre le porte dell’archivio il
prossimo 5 giugno per far conoscere al pubblico l’esuberante ma più
spesso invisibile ricchezza del suo patrimonio. Si tratta di una
occasione speciale per mostrare quello che è “celato” allo
sguardo comune, ovvero il laborioso impegno del Centro a “far
parlare” le immagini, disvelando segreti e storie che soltanto chi
sa ascoltare può trasferire alla memoria collettiva. L’evento, che
si terrà a Palazzo Tadea a Spilimbergo, sarà l’occasione per
raccontare la scoperta fortuita del fondo fotografico Tam Gri
Leschiutta e le attività dell’archivio per la digitalizzazione,
conservazione e catalogazione delle immagini. Sono oltre 400 i
negativi realizzati tra il 1913 e il 1935,
appartenuti a uno dei componenti della storica famiglia, che “ci
parlano” di
vicende familiari,
ritratti di parenti e amici, come pure
di momenti importanti della sua vita
sociale in paese con processioni, scorci del borgo medioevale o dei
luoghi visitati, infine eventi
sportivi come le
corse di moto tra il 1924 e il 1926, quando
il
campionato italiano annoverava una tappa proprio
a Valvasone.
Il
fondo Tam Gri è venuto alla luce quasi per caso, grazie alla
solerzia dell’impresario
edile Franco Leschiutta. In un
palazzo cinquecentesco, nel centro storico di Valvasone, ha ritrovato
in una stanza chiusa da lungo tempo, centinaia di antiche lastre
fotografiche. Non le ha gettate, sebbene cosi gli fosse stato
ordinato, ma le ha conservate per decenni fino a consegnarle al CRAF.
L’evento
promuove la conoscenza di un corpus di immagini che “non erano
destinate ad esserci”. Avrebbero dovuto scomparire come la vicenda
personale del fotografo che invece oggi il CRAF ha ricostruito, in
una sorta di “lanterna magica” per il pubblico, dove ogni istante
scelto dall’autore per essere ricordato in una fotografia diventa
parte di una emozionante narrazione.
Come
nel magico studio fotografico di Hirasaka nel romanzo di Sanaka
Hiiragi, che la biblioteca del CRAF possiede, il Centro sceglierà
per questa occasione soltanto alcune delle più rappresentative
immagini provando a dar voce alla storia in un esercizio tra tecnica
conservativa e diligenza archivistica.
All’incontro,
in programma alle ore 18.30 al piano terra di Palazzo Tadea,
parteciperà la catalogatrice Francesca Frucco che si è dedicata
interamente al Fondo Tam Gri, con il direttore del CRAF Alvise
Rampini, la responsabile dell’archivio del CRAF Raffaella Canci e
della biblioteca Maria Santoro.
Seguirà
una visita al secondo piano dove si trovano i depositi climatizzati
del Centro e una visita libera tra libri della biblioteca e
fotografie.