Ritorna l’appuntamento autunnale che ogni anno la Valcellina dedica al compaesano Beno Fignon (1940 – 2009), grande figlio di questa terra, emigrato diciasettenne a Milano, dove ha condotto un’intensa attività di giornalista pubblicista, coltivando insieme un eclettico e originale talento letterario, espresso in molte pubblicazioni.
Con le sue parole Beno Fignon è stato capace di regalare un mondo magico, fecondato nell’“ambiente umano fertilissimo” del suo Friuli, un mondo dove “il fiume e il vento portano mille verità all’albero e al monte”. Un mondo filtrato dalla purezza e dall’onestà friulana del suo sguardo profondo e curioso, che gli ha permesso di spaziare dalla poesia alla prosa poetica, alla raffinata satira, di cui è riconosciuto maestro.
“Il mondo è troppo bello e troppo brutto per non interessarsene” è uno dei suoi aforismi, che esprime quel suo desiderio di vita cullato con mille passioni: per le persone, per i giovani, per l’amicizia, per la propria terra d’origine, per la lingua friulana. E finanche per la fotografia e la fisarmonica: il primo, strumento che coglie la vita, il secondo che l’espande.
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