Premi
L'insieme di gruppi montuosi che compongono le Dolomiti, prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo nel 1789 studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia e che oggi sono iscritte nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La p arte racchiusa tra il fiume Piave, la p arte alta del Tagliamento, la Val Tramontina e la Valcellina è una delle più incontaminate e selvagge e la natura domina incontrastata scenari grandiosi, compresi tra la provincia di Pordenone e di Udine tra i quali il Gruppo degli Spalti di Toro e Monfalconi (Belluno, Pordenone, Udine) con il Campanile di Val Montanaia, scalato per la prima volta nel 1902 dagli austriaci Karl von Saar e Wolf von Glanvell, il Gruppo del Duranno e Cima dei Preti (Belluno, Pordenone), il Gruppo del Pramaggiore (Udine, Pordenone) e il Gruppo della Cridola (Belluno, Udine) scalato per la prima volta da Julius Kugy e dalla guida Pacifico Zandegiacomo Orsolina nel 1884. La mostra che il CRAF, con la collaborazione della FIAF e di altri fotografi indipendenti ha predisposto per l’occasione del secondo anniversario della iscrizione nel Patrimonio dell’UNESCO è composta da un excursus storico che inizia con le immagini realizzate dopo l’avvenuta fondazione a Tolmezzo nel 1874 della SAF (Società Alpina Friulana) dai primi alpinisti fotografi che si avventurarono sulle Dolomiti friulane. La dimensione linguistico-antropologica viene esplicitata dalle fotografie di Paul Scheuermeier, Ugo Pellis e Attilio Brisighelli realizzate negli anni 1920 - 1930, seguite da una serie di immagini degli anni ’50 di Giuliano Borghesan e Elio Ciol, quindi dagli autori di campagne fotografiche per il CRAF Michele Cendamo, Hans Pieler,Uwe Jacobshagen, per arrivare alla fotografia contemporanea, cercando di mettere in evidenza nei lavori presentati la spettacolarità dei paesaggi ed alcune vedute delle Cime più note, l’ambiente nelle diverse stagioni, i paesi e i borghi, ma soprattutto il modo in cui i fotografi contemporanei hanno abbinato la passione per la montagna con la capacità di cogliere, sia in modo professionale ché da amatori, il senso più ampio di questi luoghi: si tratta dei noti fotografi Ruggero Lorenzi, Luciano Gaudenzio, Massimo Crivellari, Daniele Marson, Michele Mattiello e Stefano Toselli. Tutte queste immagini evidenziano la passione per la montagna ma anche la capacità di cogliere in modo professionale la mappatura delle principali cime e dei sentieri; dei percorsi e dei rifugi, nonché il senso più ampio, lirico, di questi luoghi come nelle fotografie di Roberto Mazzoli, da Fabio Roman, Ivano Cassan, Paolo Vercesi, Walter Tondo, Marco Pradella, Walter Tondo, Marco Pradella, Claudio Beltrame, Paolo Bonavolta, il botanico Adriano Bruna, i bravi fotoamatori ertani Mirco Valentini, Eleonora e Giuseppe Rossi (una scoperta!) e la giovane responsabile dell’archivio fotografico del Parco delle Dolomiti Marianna Corona, Luca Visentini, di Francesco Zanna di Cimolais e poi Matteo Brunoro, Fabiano Bruna, Giuseppe Carone (il cui archivio fotografico è conservato dal CRAF), Luca De Ronch, Ilario Morettin, Nevio Battistuta e gli studenti della LABA – Libera Accademia di Belle Arti – di Firenze: Riccardo Fontana, Damiano Verdiani, Michele Seghieri, Michele Chiascione, Gaia Gregori, Tara Gaya Lawley. Ma fondamentalmente tutti questi fotografi amano la natura e l’hanno sempre considerata, ancora prima della “dichiarazione dell’UNESCO”, un bene da tutelare. Un ulteriore prezioso contributo è stato dato dal Circolo Fotografico L’Obbiettivo di Pordenone, con le fotografie realizzate da Alida Canton , Elisa Cozzarini, Alain Santiago, Alessio Andreuzzo, Mirko Giacomini, Daniela Pujatti, Carlo Bianco, Bianca De Sandre, Francesca Codogno, Paolo Marcon, Rino Aruta e Marisa Zanella, alla quale è dedicato l’onore di concludere la mostra con una sua immagine del Campanile di Val Montanaia. La mostra, a cura di Walter Liva, si compone di 130 fotografie e sarà accompagnata da un conseguente catalogo edito da Lithostampa di Pasian di Prato con testi di Mauro Corona, Walter Liva e con un compendio dell’ Arch. Anastasia Degan Bianchet.
Fulvio Merlak, Colori, 1984

catalogo

biblioteca

Fox Talbot, The Reading Establishment, 1846

catalogo

fototeca