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SGUARDI SULL'AFRICA, S. Vito al Tagl.to
Sguardi sull’Africa
A cura di Walter Liva
1 luglio – 31 ottobre 2010
San Vito al Tagliamento (PN), Chiesa di San Lorenzo

Orari:
giovedì e venerdì: 16.00 – 20.00
sabato e domenica: 10.30-12.30/16.00 – 20.00
lunedì – marte dì – mercoledì chiuso
catalogo edito da CRAF – Comune di San Vito al Tagliamento
Ingresso 3 Euro
Info: CRAF 0427 – 91453 (info@craf-fvg.it)  
Comune di san Vito al T.to 0434 833295 – 0434 80251

La mostra Sguardi sull’Africa – che si terrà a San Vito al Tagliamento nell’estate 2010, dal 1º luglio al 31 ottobre, nella Chiesa di San Lorenzo – vuole offrire una lettura antropologica, storica e sociale di questo grande continente, quella che ne ha dato l’Occidente attraverso le diverse modalità di rappresentazione visiva. Il rilievo dell’iniziativa è confermato dalla presenza di prestigiosi musei italiani ed europei con i loro archivi, i più importanti fondi fotografici, documentali e di oggettistica sull’Africa.
La fotografia dell’Ottocento è rappresentata dal National Army Museum di Londra con le immagini realizzate dal corpo dei Royal Engeneers nei campi di battaglia di Isandlwana, Rorkedrifts, Ulundi – capitale del regno degli Zulu – nei cui pressi fu ucciso il figlio di Napoleone III.
L’Archivio Capitolino di Roma presenterà un ampio nucleo di fotografie originali – anche inedite – realizzate nel 1885 da Giacomo Savorgnan di Brazzà nel corso delle spedizioni in Congo del fratello Pietro. Per l’occasione verranno esposti anche diari e lettere del grande esploratore friulano e di Francis W. Joaque.
Le fotografie originali conservate nell’archivio del Craf, tra cui i ritratti di David Livingstone della London Stereoscopic and Photographic Co. e di Henry Morton Stanley del fotografo sudafricano G.E. Bruton e il nucleo, di recente acquisizione, di preziose albumine inedite della seconda metà del 1800 sull’Etiopia (da attribuire probabilmente a Leopoldo Raffaele Traversi) raffiguranti il tucul di Alfred Ilg, la “casa di Apenzeller” come la definì anche Gustavo Bianchi in Alla terra dei Galla del 1885, rappresenteranno una documentazione storica veramente rilevanti. Altre fotografie dell’archivio del Craf, dei fratelli Zangaki (Egitto e Nubia), nonché vintages appartenenti alla Collezione Vittorio di Pordenone di Antonio Beato e Pascal Sebah, completeranno la rappresentazione dell’Egitto e l’ambientazione storica, politica ed etnografica. Si potrà così cogliere nel percorso espositivo la penetrazione coloniale europea da un lato da Nord a Sud, risalendo il Nilo fino al Sudan e all’Etiopia, dall’altro da Sud a Nord, dal Sudafrica allo Zululand e all’attuale Zimbabwe e nel cuore dell’Africa centrale risalendo il fiume Congo.
Per la prima parte del Novecento il Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico L. Pigorini di Roma presenterà un corpus di fotografie, realizzate da Raffaele Caroli e Igino Alessandrini, relative alla presenza italiana di oltre 3500 ex militari in Congo, assoldati per alcuni anni da Leopoldo del Belgio. Anche in questo caso le immagini verranno corredate da oggetti originali. §
Dall’Archivio Fotografico Toscano, poi, immagini di Lidio Cipriani realizzate nel 1927 nello Zululand. La mostra presenterà inoltre lo sguardo dei grandi viaggiatori-antropologi europei: del Pitts River Museum di Oxford, le opere di Charles Kinsley Meek (fotografie del 1928 delle tribù Silluk e Nuer del sud del Sudan), di Godfrey Lienhardt, di Wilfred Patrick Thesiger (quest’ultimo fotografò nel 1938 e 1939 le tribù dei Dinka, dei Silluk e dei Nuer del Sudan, e negli anni ’80 il Kenia e la Tanzania), di Charles William Hobley (fotografie dei Luo in Kenia negli anni ’30) e di Jean Buxton. Di analoga importanza le fotografie dei fratelli Issa e Abdallah Ommidvar che, all’inizio degli anni ’50, attraversarono in moto tutto il continente africano e ai quali è stato poi dedicato un museo a Teheran. Il Musée dell’Elisée di Losanna sarà presente con il prestito di opere di Lehnert & Landrock (fotografie dell’Algeria e della Tunisia degli anni 1904-1914).
Lo Slovenskj Etnografski Muzej di Lubiana presenterà alcune fotografie realizzate da Anton Codelli e Leon Poljanec, tratte dall’album Togo del 1911-1914 e comprensive anche di immagini di scena del primo film realizzato in Africa nel 1913 (The White Goddess of the Wangora) e metterà inoltre a disposizione 28 preziosi oggetti, quali maschere e copricapi originali di fine Ottocento e inizio del Novecento provenienti dal Togo e dal Sudan.
Dai Musei Civici di Reggio Emilia giungerà un prezioso nucleo di fotografie del barone Raimondo Franchetti, realizzate nel corso dei viaggi nell’Africa dell’est del 1913-1914 e relative ai nilotici Shilluk, ai Meru e ai Kikuyu del Kenia. Di questo periodo storico il Craf proporrà inoltre le immagini di Tebessa di Charles Albert, degli italiani a Misurata dello Studio G. Pucci, i vintages tratti dagli album originali degli anni ’30 sulla Libia, le fotografie di Pedrini dei “tipi Somali”, dell’Etiopia (dalla Biblioteca del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia) una veduta di Adua tratta dall’album del governatore italiano dell’Eritrea del 1939, le immagini dello Studio Maltese sull’arrivo delle truppe italiane a Massawa nel 1936, l’album del 1939 dell’Istituto Luce dedicato al Viceré Amedeo d’Aosta e infine i ritratti di Hailé Selassiè e del Re Farouk d’Egitto di John Phillips. Di quegli anni anche i ritratti di Ernest Hemingway realizzati in Kenia da Peter Buckley. Il dopoguerra, fino agli anni 1970-1980, si caratterizza per l’impegno di fotogiornalisti attivi sul fronte della documentazione di eventi politico-militari connessi direttamente all’indipendenza progressiva di tutti i Paesi del continente così come di quei fotografi interessati alla documentazione di grandi opere e dell’immagine stessa di un Paese, come Giuliano Borghesan (che lavorò per il Ministero del Turismo in Marocco). I prestiti delle opere di questa sezione della mostra proverranno in parte dall’Archivio Borghesan, con immagini inedite del moussem di Tan Tan nel Sahara marocchino, in parte dall’archivio del Craf, con le testimonianze di Erling Mandelmann (l’Algeria al tempo dell’indipendenza), dei Dogon di Carlo Leidi e di Gianenrico Vendramin, con reportages sulle guerre di indipendenza in Biafra, Guinea Bissau e Angola dei fotogiornalisti Ian Berry, Romano Cagnoni, Uliano Lucas, Augusta Conchiglia, e poi Thomas Höpker con il ritratto del presidente del Kenia Yomo Kenyatta, Alain Nogues, con immagini della carestia in Etiopia negli anni ’80, Chris Steele Perkins con fotografie sulla siccità in Lesotho oltre a Maurizio Frullani con immagini sull’Eritrea e Fabiano Avancini. Viene anche presentata una delle fotografie – tuttora inedite – sempre sulla carestia in Etiopia stampata da Mario Giacomelli e realizzata da uno sconosciuto missionario, amico del grande fotografo italiano.
L’ultima parte della mostra presenta la contemporaneità attraverso le opere di grandi autori di fama internazionale: dall’Agenzia Contrasto, Sebastiao Salgado con le sue fotografie drammatiche; dalla Galleria PaciArte contemporary di Brescia, opere di Phil Borges realizzate in Kenia; dalla prestigiosa Atlas Gallery di Londra, fotografie di Nick Brandt, famoso in tutto il mondo per le sue immagini degli ultimi animali ancora in libertà nelle grandi pianure africane.
Infine, provenienti sempre dall’Agenzia Contrasto, le fotografie del Sudafrica contemporaneo di Riccardo Venturi e della moda in Senegal di Shoba. La mostra comprende 146 fotografie oltre ad oggettistica originale del Sem, dei Musei Civici di Reggio Emilia e dell’Archivio Capitolino di Roma.
 
Accanto al Comune di San Vito al Tagliamento che ha promosso la mostra,  la progettazione e la cura scientifica del Coordinatore del CRAF Walter Liva,  partecipano come partners:
Slovenski Etnografski Muzej, Lubiana;
Atlas Gallery, Londra;
National Army Museum, Londra;
Pitt Rivers Museum, Oxford;
Musée dell’Elisée, Losanna;
Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico L. Pigorini, Roma; 
Archivio Capitolino, Roma;
Agenzia Contrasto, Roma-Milano;
Archivio Fotografico Toscano, Prato;
Musei Civici, Reggio Emilia;
PaciArte contemporary, Brescia;
Biblioteca Livio Palladin del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Trieste.


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