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1989 - Spilimbergo Fotografia
1989 - Spilimbergo Fotografia
1989 - Le Mostre:


PARIS: LABORATORIO RIVOLUZIONARIO
Chiesa di S. Giovanni, Spilimbergo
11 giugno- 1° ottobre
tutti i giorni dalle 9 alle 20
Nell’anno in cui si celebra il bicentenario della Rivoluzione francese, “ Friuli-Venezia Giulia Fotografia 1989” dedica questa eccezionale esposizione alla Capitale della “grandeur” riconosciuta anche quale Capitale europea della cultura e Grande Patria della fotografia.
I più grandi fotografi del mondo “rivisitano”, con questa rassegna che inizia dal 1930 per arrivare sino ai nostri giorni, una Parigi attraverso un’indagine che spazia sugli elementi architettonici, sulla vita quotidiana, sugli avvenimenti celebri o meno che la hanno resa unica e irripetibile tanto quanto le immagini ad essa riconducibili “firmate” da autori quali Robert Capa, Henri Cartier Bresson, Martine Franck, Josef  Koudelka, Sebastiano Salgado, Werner Bishof, Dennis Stock, Bruno Barbey, Renè Burri, Raymond Depardon, Eliot Erwitt, Calvar, Abbas…
Questa occasione rappresenta la logica conclusione di un ciclo iniziato a Spilimbergo con la mostra di Robert Capa e proseguito con l’antologica di Henri Cartier Bresson: i fondatori della mitica agenzia parigina “Magnum” che oggi celebra il suo quarantennale.
E proprio tutti questi fotografi racchiudono in un “unicum” ideale l’essenza che Magnum Photos e Parigi hanno sempre rappresentato un “laboratorio” innovativo (rivoluzionario…?) e quindi “culla” dei maggiori movimenti che si sono sviluppati attorno alla fotografia. Forse solamente una città quale è Parigi poteva offrire lo spunto e un’occasione per riunire, in funzione di un unico e suggestivo progetto interpretativo, tanti e illustri fotografi.

150 ANNI DI FOTOGRAFIA IN ITALIA: UN ITINERARIO
Palazzina Viale Barbacane,25
15 luglio - 1 ottobre 1989
tutti i giorni 10.30 -12.30 / 17.00 - 22.00
La notizia della «grande scoperta» giunge in Italia il 15 gennaio del 1839; nei giorni e nei mesi successivi la notizia si gonfia e dilaga nelle cronache di quasi tutti i giornali, come nei rendiconti scientifici, nel tentativo di spiegare quell'«invenzione meravigliosa» che avrebbe certo portato «una rivoluzione anche nelle Arti del disegno che ne mancavano». Nei centocinquant'anni che sono trascorsi, oltre alla curiosità, l'emozione per la fotografia non è mai venuta meno. Questa tecnica è riuscita a stupire senza soste, proponendosi nel tempo con sempre maggiore consapevolezza anche come linguaggio, capace di far scoprire all'occhio altri misteri.
Giuseppe Venanzio Sella è stato tra i primi in Italia a lasciarsi conquistare dalla fotografia, scrivendo il primo Trattato con il quale ha cercato di strutturare l'empirismo dei pionieri, offrendo regole, invece di ricette. Gli Alinari, e per primo Leopoldo, adottano la fotografia per un catalogo dell'arte, e avviano un nuovo modo di leggere, studiare, capire. Antonio e Felice Beato iniziano negli stessi anni un interminabile viaggio verso Oriente, dal quale traggono testimonianze suggestive e preziose. Vittorio Sella assegna alle sue esplorazioni fotografiche il valore di un rigoroso saggio antropologico e geografico. Giuseppe Primoli scrive il saggio più penetrante e allusivo sulla Roma umbertina e l'ambiente culturale e sociale di fine secolo.
Mariano Fortuny compone sul vetro smerigliato quadri che non avrebbero altrimenti eguali sorprendenti lievità di gesti e sorrisi. Anton Giulio e Arturo Bragaglia trasgrediscono come mai alla fotografia, cancellandone i segni istantanei, nella nebbia dell'alogenuro.
Massimo Sella, con un sapiente pittorialismo, medita una fiaba fotografica dalle finestre silenziose della casa di San Gemiamo. Luigi Veronesi dileggia l'obiettività fotografica, con le sue provocatorie astrazioni. Mario Finazzi cerca segni nuovi nella hot line della solarizzazione. Federico Patellani si avventa sulla realtà, e coglie scene à la sauvette. Paolo Monti veste la fotografia con una patina di cultura, che si rapprende in immagini di poesia. Mario Giacomelli artiglia con furore il paesaggio, in un'invettiva che lo sottrae all'Arcadia. Ugo Mulas al bar Giamaica inizia a vivere un gesto fotografico che si farà verifica filosofica del proprio linguaggio. Luigi Ghirri cancella concettualmente, ma con ironia, le residue illusioni documentarie della fotografia, usando metafore di luce. Guido Guidi contempla e inventa un paesaggio poetico che si identifica con la fotografia stessa, e ha la sapienza di una riflessione sullo spazio. Paolo Gioli cerca nella geniale sofferenza del primordiale Niépce, il senso della più avanzata tecnologia...
L'itinerario tracciato da questi autori percorre la storia della fotografia italiana secondo emergenze che in centocinquant'anni hanno determinato consacrati e suadenti sterotipi, ma che spesso sono magistrali, improvvise, emozionanti trasgressioni al concetto tradizionale di fotografia, ossia, più in generale, di cultura.
I. Zannier - P. Costantini

LE STAMPE DELLO STUDIO PAROLINI
Lestans, Villa Savorgnan
5 agosto / 1 ottobre 1989
tutti i giorni 10.30-12.30 / 17.00-22.00
Patrizio Parolini è nato a Castell’Arquato nel 1947.
Arriva a Milano nel 1968 e lavora presso lo studio di Ugo Mulas dove incomincia a capire l’importanza della stampa nella fotografia.Da Ugo Mulas prende la passione per il bianco e il nero come mezzo di espressione affascinante e rigoroso.
Collabora in seguito con Vogue durante le collezioni romane venendo a contatto con le varie forme espressive di grandi fotografi come Barbieri, Toscani, Penn,Scavullo,Lategan.Da15 anni lavora nel suo studio di Milano cercando sempre di interpretare lo stile di ogni fotografo che ha richiesto la sua collaborazione: dalla moda all’architettura,alle necessità della pubblicità.La ricerca delle vecchie forme di stampa come calotipia, platino e palladio lo appassiona da anni.
…La fotografia professionale ha sempre solenizzato soprattutto le sue evidenze, così facendo ha irrimediabilmente anche denunciato le sue evidenti contraddizioni: lo so sempre e sempre meno.Da qualche tempo qualcosa di diverso, di meno artefatto, matura in direzioni un tempo ignorate.Finalmente stanno guadagnando la corretta e giusta considerazione anche le fondamentali infrastrutture della fotografia professionale.La fotografia non è mai tale per se stessa, ma serve altri interessi: tutto il cerimoniale che l’immagine avvia dipende dalla sapiente miscela di tanti contributi differenziati: per la preparazione delle riprese, al momento dello scatto e nell’allestimento degli originali fotografici.Tra queste diverse partecipazioni,c’è quella dello stampatore attento,che ha educato la sua coscienza nel corso dello svolgimento dell’attività.Il sentimento deve nascere con il primo contatto con la camera oscura, che molti hanno paragonato a un luogo e a un tempo magico e/o nemico.Se il primo incontro è di per se stesso infelice, è meglio lasciare perdere: non c’è più nulla da fare.Entrando nel laboratorio di Ugo Mulas, una personalità della fotografia sulla quale-ahinoi-si torna sempre meno, Patrizio Parolini ha sicuramente capito la sua vita e l’ha vissuta:gli si è presentata con il fascino della più compiacente seduzione.
…La selezione moderna è eterogenea.Apparentemente sono volti che tra di loro hanno poco in comune.Ogni autore,
ogni fotografo interpreta il suo ruolo nel modo che ritiene opportuno di fare.Parolini confeziona l’abito estetico idoneo a ciascuno; attraverso la sua sensibilità i fotografi ci segnalano nel modo più preciso un tipo umano altrove indescrivibile: la figura come la disegna la non eternità…
Maurizio Rebuzzini






METROPOLIS: IMMAGINI DI UNA REGIA DI FRITZ LANG (1927)
Palazzina Viale Barbacane, 25
7 ottobre – 10 dicembre 1989
tutti i giorni 10.00-13.00 / 15.00-20.00
Tra il 1959 e il 1962, a più riprese, Fritz Lang fece dono alla Cinémathèque Française di un archivio personale che conteneva, fra l’altro, albums di fotografie scattate durante le ripresedi suoi film.
Tre di questi album, che contengono 841 provini, riguardano Metropolis e costituiscono una incomparabile documentazione sul lavoro creativo di un grande genio del cinema.Queste immagini, nella maggior parte poco conosciute, rivelano nello stesso tempo, la precisione, a volte nevrotica, del lavoro di Lang, e la misura dei mezzi tecnici utilizzati.
Le oltre 100 immagini che compongono questa mostra (in parte presentata alla Biennale di Torino del 1958), sono dovute al fotografo Horst Vonharbou, cognato di Lang, che rese magistralmente l’ottica espressionista di Karl Freund, direttore della fotografia (la cui ottica era particolarmente ispirata a Lang stesso).
Sono contemporaneamente "foto riprese" che inquadrano le scene quasi dallo stesso punto della cinepresa e che inquadrano le attrezzature, la scenografia, quanto avviene dietro la quinte, le ripetizioni e le sostituzioni.Si percepisce ancor più quanto Lang fosse esigente nell’impostazione delle scene e degli stessi attori.
Questi documenti si impongono in una duplice visione di <> della stessa scena che nella sperimentazione viene resa con stampe di grande formato.Questa selezione delle foto di Metropolis svela i lati grotteschi e inquietanti di uno dei film più misteriosi della storia del cinema, mutilato, in parte perduti,e sul quale il tempo e gli uomini sembrano aver voluto accanirsi, come per rifiutare il messaggio antipotere.Questi documenti non sono soltanto l’illustrazione di imprese titaniche e demenziali, ma sono come la messa in scena del processo di creazione.
Spilimbergo, unica sede tra quelle di <>, completerà il ciclo di manifestazioni per il 150° dell’invenzione della fotografia,prolungando con questa esposizione il periodo delle attività sino alla fine dell’anno.



GIULIANO BORGHESAN - POLVERE DI GENTE
Meduno
Cassa Rurale
2 giugno – 1 ottobre
…Rimpianto per le case di pietra, molte diroccate dagli anni ed abbattute impietosamente dopo il terremoto del 1976, per il mulino fermo dopo gli anni e anni di lavoro che era costato ai suoi vecchi, per la processione del Corpus Domini, quando si passava tra rami e festoni di fiori per il portico centenario, per i poggioli, per la nicchia senza la sua Madonnina, per i vecchi, che vedono rifiutata la loro antica saggezza dai giovani d’oggi, che non accettano niente di quello che è stato dei loro padri, come se fossero nati in un altro nido.Credo di poter esprimere l’auspicio che il messaggio sia accolto proprio dai giovani attraverso la testimonianza della forza di vivere di tante generazioni e a ricordarci l’impegno di quanto si può e si deve salvaguardare e valorizzare....
Silvano Antonini Canterin, Assessore Regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia






PERSONAGGI E INTERPRETI  NEL TEMPO DI ENZO NOCERA
Palazzo Lepido, Spilimbergo
16 novembre 1989 – 16 gennaio 1990
tutti i giorni 10.30 – 12.30 / 16.00 – 20.00
L’ho quasi visto nascere, Enzo Nocera. Di sicuro ne ho seguito i primi passi di fotografo.In quella Brera arcimilanese e insieme cosmopolita dove ancora sui muri del Giamaica correva l’eco del sottile chiacchiericcio del Mulas, del Dondero, del Bavagnoli, del Manzoni, del Bianciardi.In questa “rive gauche”, ormai troppo in, dove le gallerie cedono progressivamente spazio a sedi di rappresentanza e dove le botteghe diventano boutiques, Nocera conserva ancora il gusto di testimoniare l’autenticità umana, la gente del quartiere, siano i professionisti del nuovo terziario, siano i bottegai e gli osti che ancora resistono.Lo fa “professionalmente” attraverso il ritratto, con una grandiosa disponibilità a capire, a mettere la gente a proprio agio, a partecipare e a condividere.
Ci ha restituito finora (e non dubito che proseguirà a farlo con passione e competenza) una ricca galleria che è, insieme, specchio del nostro tempo e chiave “culturale” per cogliere-al di là delle temperie contingenti- la cifra umana
Lanfranco Colombo

Enzo Nocera è nato a Milano nel 1944, ha terminato gli studi a Londra.
1966: Associated Press-1968 Premio Nazionale Fotoreporter-EUROPHOT St.Paul-de-Vench (Fodation Maegt). Foto su Fotografia Italiana, Brava, Epoca, Abitare, Grazia, Camera, Camera Mainichi (Giappone), Vogue, Casa Vogue, Amica, Max, Capital, Autocapital, Marie Claire, Fatti e Notizie (Pirelli), fotografo di scena per la compagnia “il Trebbo” e “Il Gruppo della Rocca”(Firenze).
1981 al Diaframma (Mi). 1982 “Italia degli Italiani” (Cina). Sue foto su “Cent’anni della Fotografia Italiana” (Alinari 1985), “Italy: One Hundred Years Of Photography” (Alinari 1988), “Realtà come suggestione” (COSMIT-Electa 1989), “I vignaioli storici” (Mediolanum Editori associati 1989), “La fabbrica delle immagini,l’Industria italiana nella fotografia d’autore” (Alinari 1988), “Fabbrica e ufficio” (Pirelli 1983).

"QUATTRO OSPITI":


MAURIZIO BRERA
Nato a Milano, marzo 1952.
Dopo aver conseguito nel ’70 il diploma E.N.A.L.C –Scuola di fotografia, con G. Castagnola e Giancolombo, si reca a Londra dove frequenta il Royal Art College. Tornato in Italia diventa assistente e collaboratore di numerosi fotografi nazionali.
Freelancer dal ’74 è specializzato in immagini pubblicitarie e still-life. Dall’80 collabora con Photo e le riviste del gruppo editoriale Publimedia.
Dall’88 si è avvicinato anche alla ritrattistica. Da sempre rifiuta imposizioni stilistiche o la collocazione rigida in una precisa corrente fotografica.
Mostre:
1973 Maremma
1974 Alluvione del Po bassa pavese
1979 Via Pomè recupero centro storico
1988 La ville des Croissants

GUIDO CECERE
Nato a Bari nel 1947. Dopo gli studi classici frequenta il Corso Superiore Speciale di Arte Grafica di Urbino dove è allievo di Romano Marrè, Michele Provinciali ed Albe Steiner. Si diploma nel 1971. Lo stesso anno viene ammesso a frequentare il corso di specializzazione in fotografia creativa presso il London College of Printing dove, allievo di George Lewinski, si diploma nel 1972. Dal 1974 vive e lavora a Pordenone dove affianca la sua attività di fotografo quella di art director presso un’agenzia pubblicitaria. Dal 1984 tiene corsi monografici di fotografia presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino.
Sue fotografie sono state pubblicate su: Bolaffi Fotografia, Photo Graphis, Pubblicità in Italia, Oro Vision, Nac, Estetica, Settegiorni Veneto, Apindustria, Il Femminile, Photo, Photo Hi-Fi italiana, Il Fotografo, Camera 35, Novum Gebrauchsgraphik, Grazia, Interni, Abitare.



CARLO FACCHINI
Nasce a Villa Carcina (Bs) nel 1943.
Nel 1972 apre uno studio a Milano e inizia la professione di fotografo. Dopo avere praticato diverse esperianze nello still-life si specializza nelle foto di alimentari collaborando con le più grosse agenzie italiane e internazionali.
Alcune sue foto vengono scelte dal museo Eastman di Rochester nell’ambito della mostra itinerante: <>.
Collabora con Gualtiero Marchesi all’edizione giapponese, francese, tedesca del suo libro:<>.
Attualmente il suo lavoro di ricerca è rivolto prevalentemente allo studio delle forme.






MAURIZIO FRULLANI
Nato a Ronchi dei Legionari il 10 luglio 1942. Si è diplomato all’I.S.E.F. di Roma ed insegna educazione fisica presso la scuola media di Fogliano-Redipuglia, dove tiene anche dei corsi di fotografia per gli alunni di tale scuole.
Fotografa da oltre vent’anni dedicandosi al reportage (Iran, Afghanistan, Pakistan, India e Nepal dal 1974 al 1988) alle foto d’interni ed al ritratto. Usa il bianco e il nero che talvolta vira in due o più tonalità. Ha esposto, oltre che in Italia. In Francia, Austria, Iugoslavia e India.
<
LA FOTOTECA 3M
Immagini tratte dalla fototeca storica della 3M (1860-1960)
Palestra J.C. <>
Viale Barbacane
22 luglio – 3 settembre 1989
tutti i giorni 10.30-12.30 / 17.00-22.00
La Fototeca 3M è un’iniziativa culturale annessa al Servizio Pubbliche Relazioni della Società. In essa si mettono a disposizione di studiosi, critici, ricercatori, scuole, ecc. immagini originali e riproduzioni di opere fotografiche anonime e d’autore dagli inizi della fotografia all’epoca attuale.
Il patrimonio della Fototeca 3M è destinato allo sviluppo della cultura fotografica senza diretti fini commerciali. Vengono favorite ricerche scolastiche ed universitarie, studi specialistici, redazioni di fotolibri, allestimenti di mostre e proiezioni.
Gli studiosi possono eseguire le loro ricerche nei locali della Fototeca 3M con visite preventivamente concordate e utilizzando le attrezzature di visione messe a disposizione dalla 3M Italia.
Il servizio è gratuito. Le ristampe delle immagini scelte sono eseguite a cura della Fototeca 3M e addebitate in base ai listini correnti. Possono venir fornite fotocopie delle schede coi dati esplicativi; non vengono ceduti in nessun caso originali conservati nella Fototeca 3M come, stampe, negativi, diapositive.

PEOPLE di Gian Luigi Paracchini –Appunti di viaggio- Parole e immagini sulla gente
Mi è capitato spesso di pensare a certi viaggiatori del passato e alla loro emozione nel trovarsi di fronte a luoghi, persone, abitudini completamente sconosciuti. Emozioni improbabili in un mondo dominato dalla comunicazione, dove il gusto della scoperta e il concetto della distanza risultano fatalmente ridimensionati: nella selvaggia Sumatra i ragazzi esaltano le imprese calcistiche di Paolo Rossi e Maradona; nell’incontaminato Tibet indiano i mercanti conservano gli indirizzi degli antiquari milanesi.
Nonostante ciò continuo a considerare il viaggio il miglior modo <>.
E di questo romanzo la migliore chiave di lettura, a mio parere, è offerta dalla gente.
<> è una slezione di appunti raccolti in diverse parti del mondo su uomini, donne, bambini e sul loro ambiente. Alle parole è affidato il racconto di storie, aneddoti e la riflessione su aspetti particolari sui singoli paesi. Le immagini, diversi per <> costituiscono invece una galleria di ritratti, situazioni, atteggiamenti a prescindere dalla nazionalità dei protagonisti.
Sono appunti frammentari e allo stesso tempo legati ad una comune motivazione di curiosità verso dimensioni diverse.
Li propongo con un pizzico do nostalgia preventiva: certe preziose <> negli usi e costumi si sono irrimediabilmente perse; altre sono purtroppo destinate a sparire in tempi brevi. In Africa come in America Latina e in Oriente le nuove generazioni si dimostrano sensibilissime ai modelli proposti dall’Occidente.
Non a caso in tutti i paesi qui citati l’inglese è stato un costante, necessario strumento di approccio.
Anche per questo motivo, il libro è stato intitolato “People”.
Gian Luigi Paracchini
 

FOTOGRAFA LE STAGIONI
Dal concorso fotografico organizzato dalla rivista “Atlante” in collaborazione con 3M.
<> all’Expo Arte di Bari Milano, 18 aprile 1988. Dopo essere stata esposta al Palazzo delle Stelline di Milano la mostra <>, realizzata in collaborazione tra De Agostini e Scotch 3M, è stata presentata nella Sezione Fotografica dell’Expo-Arte di Bari (Fiera del Levante), che si è conclusa oggi. La mostra raccoglie le ottanta immagini vincitrici del Concorso <>, lanciato per l’intera durata del 1987 sulle pagine della rivista Atlante. Il concorso aveva suscitato molto interesse nel mondo dei fotoamatori: le fotografie inviate ad Atlante erano state infatti più di settemila.
Facevano parte della giuria che ha selezionato le opere in gara: Pier Giorgio Branzi, Lanfranco Colombo, Mario De Biasi, Erich Lessing.
1989 - Spilimbergo Fotografia
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