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Attimi sospesi: il fiume e altri racconti
17 novembre - 27 gennaio
Chiesa di San Lorenzo - San Vito al Tagliamento
inaugurazione : 17 novembre ore 17

Orari di apertura
sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.
Aperture straordinarie:
24 dicembre 10.30-12.30; 26 dicembre 15.30-19; 31 dicembre 10.30-12.30; 1°gennaio 15.30-19

Ingresso gratuito
Attimi sospesi: il fiume e altri racconti
Mostra fotografica di Pino Dal Gal

A prima vista la fotografia di Pino Dal Gal sembra utilizzare l'occhio in maniera tradizionale, come strumento per documentare la realtà. Cimiteri d'auto, mense aziendali , vedute di Venezia (anni '60) davano effettivamente l'idea di immagini di reportage o di cronaca. Ma già allora la visione naturale era sempre una sorpresa, un riaprire gli occhi sul mondo. Gli oggetti, i volti, i luoghi diventavano gli interpreti di un racconto corale, di un sentire comune sospeso nel tempo.
Quando con le rocce di Capo Testa (1975/76) levigate da venti secolari Dal Gal mette in dialogo il paesaggio con il corpo umano, ogni intento realista svanisce dietro gli effetti di shock, di posa, di spettacolo esibito. Non è più la definizione e la documentazione a contare, ma lo scoprire e il costruire immagini che siano anche nuove possibilità di percezione. Come accade in Soul Shapes (2004), dove l'accento è posto sul contrasto tra il rigore austero della composizione e la rappresentazione di un fiore sempre più monumentale, astratto, ideale.
È come se l'artista si ponesse di fronte alla natura, per scavarne le ragioni profonde, l'invisibile che la abita. Non gli basta solo vedere, vuole anche sentire, partecipare.
È quanto accade in uno dei cicli più appassionanti, come Emozioni (il Po) del 1998/99: qui, il pittoresco del fiume diventa un mare radiante, una distesa fluttuante di alberi, acque, luci. Ci si rende conto che tutto ciò che accade, accade in realtà dentro di noi, quando finiscono per non esistere più né colori, né forme, né distanze certe.
Non rimane che perderci in questa lontananza, in questa prospettiva d'infinito, come tra frammenti di racconti che sembrano non finire mai. Cosa che si può rilevare anche nelle recenti foto de La Cava (2016/17): un mondo strappato a se stesso, un viaggio nei luoghi che stanno perdendo la loro identità. Fino al confine con l'immateriale, con la sparizione, con lo spazio bianco. Ma dentro cui si celano le infinite possibili letture di ogni immagine.

(Luigi Meneghelli, critico d'arte)
Chiesa di San Lorenzo - San Vito al Tagliamento
 
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