CRAF - Centro Ricerca Archiviazione Fotografia
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La storia della fotografia abita qui. Tra le mura del rinascimentale Palazzo Tadea sono custodite in archivio migliaia di fotografie, un inestimabile patrimonio artistico che il Centro ha acquisito dalla sua fondazione e che oggi ne racconta l’identità. Tra storia e futuro, il CRAF custodisce importanti collezioni, le preserva con l’ausilio delle più moderne e sofisticate tecnologie, animato dal desiderio di consegnare alle nuove generazioni una “memoria” visiva senza eguali.

L’archivio del CRAF è composto da 500.000 pezzi tra positivi e negativi. Si conservano numerosi dagherrotipi, albumine, cartes de visite, diapositive su lastra e pellicola; sono presenti anche negativi su lastra e negativi su pellicola.
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Menzione speciale si riserva all’acquisizione delle serie complete di fotografie realizzate tra il 1922 e il 1926 in Friuli e Istria da Paul Scheuermeier per l’Istituto di Glottologia Romanza di Berna, e la serie di Ugo Pellis realizzata tra il 1925 e 1935 per l’Atlante Linguistico Italiano. Nel 2003 è stata acquisita dal Ministero della Cultura di Francia la serie completa delle fotografie, realizzate il 1914 e il 1915, di André Kertesz a Gorizia.

Il Centro ha acquisito nel 1995 l’archivio fotografico, la biblioteca e l’epistolario di Luigi Crocenzi (1923 – 1984) fotografo e operatore culturale, già collaboratore di Elio Vittorini nella rivista “Il Politecnico” la cui opera ha caratterizzato la storia della fotografia italiana del Secondo Dopoguerra. La consistenza è di circa 5000 negativi e di circa 3000 positivi originali. Oltre alle fotografie dello stesso Crocenzi, nel suo archivio sono custodite le opere di autori come Mario Giacomelli, Ugo Mulas, Ferdinando Scianna, Mario Cresci, Toni Nicolini, Pepi Merisio, Piergiorgio Branzi per citarne solo alcuni.
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Nel 2002 il fotografo Aldo Beltrame, tra gli aderenti al Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, ha donato al CRAF l’intero suo archivio costituito da 3.000 stampe d’epoca e 5.000 negativi. Del Gruppo, il CRAF ha poi acquisito 3.000 negativi di Carlo Bevilacqua e 400 stampe fotografiche di altri partecipanti al sodalizio.

Si conservano inoltre i fondi del triestino Tullio Stravisi e di Katia Drigo, giovane emergente prematuramente scomparsa. Tra gli ultimi arrivi, i fondi del maniaghese Orio del Mistro, del sanvitese Gianenrico Vedramin e, in forma di comodato d’uso, l’archivio del bergamasco Carlo Leidi.

Di recente approdo al CRAF anche il Fondo di Toni Nicolini. Tra i più importanti esponenti della fotografia italiana, ha iniziato a lavorare nel settore nei primi anni ’60: la sua fotografia combina l’impegno del racconto sociale alla narrazione poetica. L’archivio si compone di oltre 35000 stampe positive e oltre 75000 diapositive a colori, libri ed epistolari raccolti nel corso degli anni.
CRAF - Centro Ricerca Archiviazione Fotografia
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A questo si aggiunge il Fondo di Francesco Krivec, il più importante fotografo ritrattista udinese del Novecento: 60000 negativi su lastre e pellicole di diversi formati e circa 300 stampe positive. Nel suo studio sono stati fotografati personaggi di interesse storico, culturale e sociale. Tra i più noti: Pier Paolo Pasolini, Chino Ermacora, Siro Angeli, Carlo Pignat, Fred Pittino, Gino Valle, Don De Roja, Clara Calamai, le sorelle Orfei, musicisti, attori e altri artisti.

Oltre all'attività ritrattistica in studio Francesco Krivec si è cimentato nelle foto di cronaca e reportage. Sono rappresentate varie manifestazioni sportive, eventi religiosi, aduni e celebrazioni fasciste, le vie di Udine stravolte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, significativi luoghi del lavoro e del commercio udinese degli anni cinquanta, l'ospedale psichiatrico di Sant'Osvaldo, la visita del re Vittorio Emanuele III a Udine nel 1942, e quelle, nel dopoguerra, di personalità politiche (gli onorevoli De Gasperi, Berlinguer, Segni, Giannini, il presidente Saragat, ecc.). Abile stampatore e preciso ritoccatore di negativi, Francesco Krivec ha praticato anche la coloritura manuale di stampe in bianco e nero utilizzando dei pastelli. Si è dimostrato prolifico sperimentatore specialmente di tecniche di stampa fotografica: solarizzazioni, effetti di finto rilievo, composizioni geometriche, effetti di controluce, pittorialismi (flou, texture di stampa, viraggi, ecc.) ci permettono di rivedere l'eclettico panorama delle tendenze culturali della fotografia internazionale dal 1930 al 1970. È stato il primo fotografo friulano a cimentarsi in stampe a colori, con il sistema "dia-transfert" da diapositiva.
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Una parte dell’archivio è riservata all’epopea dell’emigrazione friulana nelle direttrici europee e transoceaniche: sono qui conservati vintages della collezione fotografica di Giovanni Ciani (seconda metà dell’Ottocento), le riproduzioni degli album del Conte Ceconi con fotografie di Alois Beer, immagini del lungo viaggio di Giovanni Simoni lungo la Transiberiana e nella Cina degli anni Trenta, come pure immagini di collezioni private, rappresentative della vita e delle condizioni degli emigranti oggi. In particolare si conservano i progetti fotografici di Maria Zorzon ad Avellaneda e Reconquista in Argentina, e di Francesco Nonino a New York.

Infine, il CRAF raccoglie e promuove campagne fotografiche di autori affermati e talenti emergenti della fotografia contemporanea che contribuiscono ad arricchire il repertorio d’archivio e documentare le metamorfosi del territorio in senso ambientale e sociale. Si ricordano a tal proposito le campagne fotografiche Tredici fotografi in un itinerario pasoliniano (1995) e Terre a Nordest – Friuli Venezia Giulia a vent’anni dal terremoto (1996).