Paul Scheuermeier Friuli 1922 : dal 29 luglio a Barcis
2017,
Paul Scheuermeier, Sappada
FRIULI 1922 - Paul Scheuermeier
A cura di Gianfranco Ellero e Aline Kunz

29 luglio - 3 settembre Scuola d’Ambiente, Barcis

Nel 1919, Paul Scheuermeier ricevette l’incarico da parte dei linguisti Karl Jaberg e Jakob Jud di prendere parte ai rilevamenti finalizzati alla stesura dell’Atlante Linguistico dell’Italia e della Svizzera Meridionale (AIS) occupandosi, in particolare, dell’Italia settentrionale. Nel 1922, realizzò centoquarantadue immagini, ognuna corredata da una scheda sul nome degli oggetti rappresentati in Friuli e nell’Istria. Il CRAF nel 1997 ha provveduto ad acquisire in formato di stampe chimiche e file digitali dall’Università di Berna, dove l’archivio è conservato, la serie completa delle immagini. A corredo della mostra è proposto un estratto della corrispondenza del ricercatore che rivela il “dietro le quinte” del lavoro di raccolta.


Nel 1919, il ricercatore di Zurigo Paul Scheuermeier ricevette l’invito dai linguisti Karl Jaberg e Jakob Jud a partecipare ai rilevamenti finalizzati alla stesura dell’Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale. Nel 1922, realizzò centoquarantadue immagini, ognuna corredata da una scheda sul nome degli oggetti provenienti dal mondo rurale rappresentati in Friuli e nell’Istria.
“Il CRAF nel 1997 ha scelto di acquisire in formato di stampe chimiche e file digitali dall’Università di Berna, dove l’archivio è conservato, la serie completa delle fotografie prodotte – racconta il coordinatore Walter Liva - a corredo della mostra abbiamo inoltre proposto un estratto della corrispondenza del ricercatore che rivela il “dietro le quinte” del lavoro di raccolta”.
Non era un fotografo, nel senso professionale o amatoriale del termine: “Fotografava per memorizzare gli oggetti indicati dalle parole – afferma Ellero - cioè per rendere certa la corrispondenza fra audio e video”.
Le fotografie di Scheuermeier esposte a Barcis, quasi sempre ineccepibili sotto il profilo tecnico, sono raggruppabili per 'generi': documentali, funzionali o didattiche, ambientali, estetiche, sociologiche.
Nelle fotografie puramente documentali il linguista raggruppa un alto numero di oggetti per raggiungere due obiettivi: risparmio di costi (se gli oggetti da fotografare erano, poniamo dieci, raggruppandoli risparmiava nove negativi) e dimostrazione di proporzionalità (una falce accanto a un rastrello ci comunica la dimensione di entrambi gli attrezzi). Le funzionali o didattiche sono quelle che dimostrano invece l'uso degli attrezzi da lavoro quando sono fra le mani dei contadini e delle donne di casa, per esempio, le filatrici di Ronchis e il norcino di Forni Avoltri.
Le immagini ambientali situano l'attività lavorativa nel suo ambiente naturale, spesso con risultati di raffinata bellezza: “Straordinarie le sequenze di Forni Avoltri, di Sappada e, per la costruzione dell'immagine, il lavatoio di Ronchis – sottolinea - le immagini puramente estetiche, cioè non vincolate dai criteri delle precedenti, sono piuttosto rare, ma mai oleografiche o gratuite, si veda il gruppo di case a Tramonti di Sopra, le donne alla fontana di Tramonti di Sotto e la filatrice dei Piani di Luzza”.
Le fotografie sociologiche, infine, sono quelle che dimostrano l'attenzione del linguista per il volto e il corpo delle persone che ritrae al di fuori dell'attività lavorativa e nel luogo privilegiato degli incontri, il focolare domestico o l'osteria. Sotto questo profilo indimenticabili risultano i tre vecchi di Cedarchis.
Scheuermeier lavorò su Claut e Cimolais, Ronchis, Tramonti di Sopra e di Sotto, Moggio Udinese, Forni Avolti, Piani di Luzza, Sappada, Forni di Sotto, Cedarchis, Ruda, Tricesimo e Grado.
In Istria, Scheuermeier realizzò 58 immagini, concentrandosi su Pirano, Montona, Dignano, Rovigno.

Mostra aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
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